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LA VIA DELLE TORRI
Il vento, il mare, il cielo...
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Le vie del mare: scoprire le torri nascoste tra i costoni e la vegetazione attraverso magnifiche passeggiate in barca sui tipici gozzi sorrentini...
Partendo dal porto di Sorrento e superato il promontorio dell’omonimo Capo, a pochi metri dalla “Masseria della Villanella” si erge un’importante torre di avvistamento di epoca vicereale del XV secolo.
A poche miglia di distanza, sul promontorio di Punta della Campanella sorge la Torre di Minerva, fatta costruire da Roberto d’Angiò nel 1335, e rifatta nel 1556. L’edificio, come molti altri lungo tutta la Penisola Sorrentina, aveva una funzione di allerta nel caso di attacchi pirati. Qui una campana dava l’allarme, da cui l’origine del nome di Punta Campanella, che, vista da quaggiù, con la sua roccia nuda nel versante a sud, dove improvvisamente la vegetazione si arresta, sembra un grosso rinoceronte semisommerso nell’acqua.
Superata la Punta, si apre un’incredibile baia, un paradiso naturale, ricca di vegetazione mediterranea e di specie rare di volatili: Ieranto. In lontananza si stagliano contro il cielo i Faraglioni di Capri; tutt’intorno orti, olivi e macchia mediterranea.
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A seguito della campagna di scavi sono venute alla luce due fornaci circolari per la produzione della calce; i resti di un edificio (forse una villa del II secolo d.C.) e frammenti ceramici. Oltre 2 km di muretti a secco rifatti pietra su pietra; ricostruzione dei terrazzamenti per la coltivazione dell’ulivo; la cinquecentesca Torre di Montalto rinsaldata nella sua possanza.
Dopo le verdi acque delle mortelle all’interno della Baia di Nerano, la costa piega leggermente verso l’interno, a formare un meraviglioso fiordo che un tempo fu villaggio di pescatori: Crapolla.
La storia vuole che Crapolla fosse stata abbandonata dai romani nei primi secoli dell’era cristiana; essa però tornò a rivestire un ruolo importante grazie a un’imponente abbazia descritta come “tempio con colonne di marmo e con suolo lavorato a mosaico”. Dell’originaria Abbazia di San Pietro non resta oggi che una cappella votiva intitolata allo stesso Santo, costruita con le stesse pietre dell’antico edificio.
Dalla parte opposta, invece, si staglia l’antica torre difensiva di Crapolla, fatta costruire nel periodo vicereale per fronteggiare gli assalti dei saraceni.
Le vie di terra: scoprire e visitare le torri esistenti sulle cime delle montagne
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Chi non ha troppa dimestichezza col mare può trovare pace e silenzio a volontà, magari facendo qualche salutare passeggiata tra le numerose torri di epoca aragonese e angioina che si stagliano imponenti a guardia delle terre che degradando lentamente incontrano il mare.
È possibile partire da Massalubrense dove dalla Torre della Rocca, edificata dai Durazzeschi alla fine del Trecento, si ha una panoramica completa di terra e mare. Distrutta da Ferrante I d’Aragona, fu in parte ricostruita e da qui Gioacchino Murat diresse una furibonda battaglia navale contro gli Inglesi che attaccavano da mare per conquistare Capri e le terre vicine.
Resti medioevali
Tipico borgo collinare, situato a quota 380 m, Lettere sorse e si sviluppò nel tardo medioevo, attorno a un castello di cui ancora oggi rimangono ruderi affascinanti. Il castello, costruito nel IX secolo dagli Amalfitani con funzione strategica, fu completamente ricostruito dagli Angioini.
Questo piccolo centro fu roccaforte durante numerose battaglie, tra cui si ricorda quella contro i Goti, che si svolse presso la località ora chiamata “pozzo dei Goti” (vi furono buttati i cadaveri degli invasori). Nel 984 d.C. Lettere divenne sede
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Proseguendo verso Ravello si scopre una struttura che accoglieva infermi, viandanti e pellegrini (di cui si ha una prima menzione nel 1107), ora completamente distrutta: è Sant’Angelo dell’Ospedale.
Il toponimo ricorda che annessa alla chiesa vi era una casa di cura per malati e indigenti. La chiesa invece è ancora in piedi, pregevole esempio di architettura, in parte costruita, in parte ricavata nelle cavità della roccia. Per questa singolarità spaziale è stata uno dei soggetti preferiti dal pittore e incisore olandese Escher, che qui trascorse un soggiorno per lui fonte di ispirazione e serenità.
Di inestimabile valore artistico sono i quattro altari lignei e le grate bombate in ferro e legno del coro, ai lati dell’altare centrale, nel Convento di S. Rosa a Conca dei Marini; fu donato nel 1539 dall’arcivescovo di Amalfi al Comune di Conca e, successivamente nel 1679, a suor Maria Pandolfi, la quale nel 1681 vi fondò un convento di domenicane.
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Chiesa di S. Giacomo
La Chiesa di S. Giacomo a Furore è considerata una delle più importanti del luogo per le caratteristiche tipologiche, per il ciclo di affreschi che essa contiene e forse perché è la più antica.
Riporta ancora l’antico nome del posto su cui sorge: “Sancti Jacobi de Casanova”. Ha tre navate, separate da archi a tutto sesto sorretti da colonne con capitelli dalla semplice fattura a tronco di cono, con copertura piana sulla navata centrale e con volte a crociera su quelle laterali.